Profumi per l’inverno: un viaggio verso l’incanto del Giappone e le luci della Lapponia.
- Intervista a Emilia Chinigò, concept and fragrance creator –
D – Emilia, le tue fragranze sono sempre piccoli mondi racchiusi in una boccetta. Prima di parlare delle nuove creazioni, come descriveresti la tua filosofia di profumiera?
E – Credo che il profumo sia la forma più intima di viaggio. Arriva dove gli occhi non possono, dove le parole falliscono. Con Anima Mundi Experience, cerco di distillare emozioni, paesaggi, rituali, piccoli momenti irripetibili. Il mio obiettivo è creare esperienze olfattive che non siano semplicemente belle, ma che aprano porte. Ogni boccetta è un passaggio, un ricordo reso respirabile.
D – Le ultime creazioni, Shiro Tokyo e Borealis Night, sembrano provenire da mondi molto lontani. Cosa le lega?
E – Entrambe nascono dal silenzio. Shiro Tokyo dal dolce silenzio cerimoniale di una notte di Capodanno giapponese; Borealis Night dalla quiete quasi sacra di una foresta lappone in attesa dell’aurora. Due silenzi, due forme di meraviglia: una bianca immacolata, l’altra profonda e stellata.
D – Cominciamo con Shiro Tokyo. Qual è stata l’isporazione di questa fragranza?
E – Amo il Giappone ed ho immaginato di passare un ultimo dell’anno in una “onsen” immersa nel silenzio e nella natura, con la neve che rende ovattato qualsiasi rumore, lontano dai soliti festeggiamenti. Un capodanno diverso. Tutto sembra sospeso: la neve, il respiro, l’attimo. Quella purezza, quella fragile pausa, è diventata Shiro Tokyo.
D – Le note che hai scelto – polvere di lavanda, polvere di riso, accordo di neve, legno di Hinoki – sembrano quasi materiali per una poesia. Come si combinano?
E – La polvere di lavanda dona un dolce respiro di calma; la polvere di riso aggiunge quella purezza eterea giapponese, quasi come polvere di seta che fluttua nell’aria. L’accordo di neve crea un brivido cristallino, una scintilla silenziosa, mentre il legno di Inoki ancora l’intera composizione al calore e alla terrosità. È come passare dall’aria fredda della notte a una casa giapponese delicatamente illuminata: morbida, pulita, avvolgente.
D – Hai detto che Shiro Tokyo evoca un momento di Capodanno in un tradizionale “onsen” giapponese. Cosa hai provato in quel momento?
E – Sicurezza, tenerezza, appartenenza. Fuori, il mondo era bianco e silenzioso; dentro, il calore aveva un profumo di legno levigato e rituali in polvere. C’era il tè fumante in piccole tazze e un senso di rinnovamento aleggiava tra le persone. Era intimo e sacro allo stesso tempo. Shiro Tokyo porta con sé questa dualità: aria fresca e interni caldi, purezza e celebrazione.
D – Se potessi descrivere Shiro Tokyo con un’immagine, anche una sola, quale sarebbe?
E – Un singolo fiocco di neve che atterra su un profumo di legno
D – Passiamo a Borealis Night, che sembra più misteriosa, più notturna. Quale ricordo ha innescato questa creazione?
E – Una notte in Lapponia, quando il mondo sembrava scolpito nell’oscurità. Uscii da una piccola capanna di legno con una tazza di tè caldo speziato in mano. La foresta era silenziosa, come se trattenesse il respiro. E poi, lentamente, il cielo si aprì e l’aurora si dispiegò come una cortina celeste. Quella miscela di aria fredda, tè caldo tra le mie mani e la folgorante bellezza sopra di me: la Notte Boreale proviene da lì.
D – Come si traduce un momento così vasto e cosmico in note di profumo?
E – Si inizia con i contrasti. Latte caldo e tè speziato per il calore umano che si porta dentro, e anche il cardamomo, perché è la spezia del conforto e della notte. Poi si stratificano accordi di aria fredda, sentori di neve, legni profondi e una sorta di oscurità minerale che evoca il silenzio gelido della foresta. Il risultato è un profumo che brilla al buio, dolcemente, come l’aurora boreale stessa.
D – Il modo in cui descrivi questa notte sembra quasi sacro. Deve essere stato emozionante…
E – Sì, assolutamente. Quando ti trovi in quel silenzio e guardi i colori danzare in un cielo nero, ti senti incredibilmente piccolo e incredibilmente connesso. Volevo che Borealis Night trasmettesse quella dualità emotiva: la quiete e lo stupore, il freddo e la magia.
D – Se Shiro Tokyo è un fiocco di neve su legno, quale immagine definirebbe Borealis Night?
E – Una tazza di tè fumante tenuta sotto un cielo che si sta lentamente risvegliando in sfumature di verde e viola.
D – Shiro Tokyo e Borealis Night sono molto diversi. Come li vedi coesistere nella tua collezione?
E – Sono due estremi dello spettro invernale. Shiro Tokyo è luminoso, bianco, cerimoniale: quiete prima del desiderio. Borealis Night è profondo, scuro, emozionante: meraviglia che si dispiega nel cielo. Insieme, creano un dialogo tra purezza e mistero, luce e ombra, rituale e rivelazione.
D – Cosa speri che le persone provino quando degustano queste fragranze?
E – Spero che si sentano trasportate, che chiudano gli occhi e, per un secondo, si ritrovino nel relax di una onsen in mezzo alla neve o sotto l’infinito cielo della Lapponia. Spero che vivano un momento emozionante che diventi li possa accompagnare, un ricordo che non sapevano di avere.
D – Entrambe le fragranze sono incredibilmente raffinate. Le hai create con il profumiere Bertrand Duchaufour. In che modo questa collaborazione ha influenzato il risultato finale?
E – Lavorare con Bertrand è stato come lavorare con qualcuno che sa tradurre i sogni in formula. Gli ho portato ricordi – sensazioni, colori, suoni – e lui ha dato loro una struttura. Ha compreso immediatamente la fragilità di Shiro Tokyo e l’oscurità immersiva di Borealis Night. La sua sensibilità, la sua creatività incredibile e la sua capacità di lavorare con le materie prime hanno conferito alle fragranze un’anima che va oltre le note. Non si è limitato a creare profumi: ha catturato atmosfere.


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